“4 pirla in meno”. Un ricordo (personale) di Oliviero Toscani

di Pier Luigi Bersani
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Mario Rossi - La Repubblica

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di Pier Luigi Bersani

A un anno dalla morte di Oliviero Toscani, vorrei ricordarlo raccontando un episodio che credo lo descriva. Di fronte a una vera strage di ragazze e ragazzi, fin dai primi anni 80 in Regione Emilia-Romagna avevamo ingaggiato una battaglia per la sicurezza stradale (protagonista la dottoressa Vezzali, funzionaria regionale e madre di una giovane vittima). Vi avevamo fra l’altro inserito l’approvazione provocatoria di una legge per l’obbligatorietà dell’uso del casco in Emilia-Romagna (legge ovviamente bloccata dal governo dal momento che in Italia si arrivò all’obbligatorietà del casco dopo quasi vent’anni, al prezzo di centinaia di morti o di invalidi).

Nel 1993, Oliviero Toscani, che evidentemente era a conoscenza delle nostre iniziative, offrì di darci una mano gratuitamente con una sua interpretazione del nostro messaggio da utilizzare per una campagna di manifesti. Accettammo volentieri, ringraziandolo. Si presentò dopo un paio di settimane con tre ipotesi.

Le prime due (meravigliose!) erano suggestive e accattivanti. Della terza mi disse: «Questa è la mia. Ma voi non l’accetterete mai perché con le prime due vi fate belli voi, con questa il messaggio arriva ma vi prendete un rischio troppo grosso». Si trattava, a dir poco, di un cazzotto nello stomaco. Una foto di due macchine orribilmente accartocciate, trattata con colori acidi e urtanti. In basso e in bella evidenza, un titolo: “4 pirla in meno”.

Lui presente, riunimmo la Giunta. Una discussione appassionata e controversa. Le opinioni contrarie (maggioranza) lo ritenevano un insulto alle vittime e alle famiglie. Mi impegnai a riunire l’associazione dei familiari delle vittime, come poi avvenne, ottenendo un’approvazione fatta di sofferenza e di straordinaria generosità. Alla fine, una decisione, col suo aiuto e il suo consenso. L’avremmo diffuso così come era, su manifesti 6X3, con una sola modifica del titolo, che avrebbe suonato così: “230 CV, 237 Km/h, da 0 a 100 in 6 sec. Modello 4 pirla in meno”, trasferendo così lo stigma dalla persona al rapporto persona-macchina. Così si fece, aggiungendo in evidenza una firma: Regione Emilia-Romagna.

Ci si aprì un incredibile varco di comunicazione su una drammatica realtà. Ci trovammo a poter andare a polemizzare e discutere non più solo nelle scuole ma perfino nelle discoteche! Reazioni calde, spesso dure ma reali e finalmente efficaci. Si misero a disposizione testimonial autorevoli (già negli anni 80 Enzo Ferrari aveva messo a disposizione i suoi piloti).

 

Che lezione per noi politici e amministratori! Un’istituzione, se vuole arrivare col suo messaggio, deve metterci la faccia e rischiarla. Se no, la comunicazione se ne va come acqua sul marmo, come un costoso belletto che fai a te stesso. Un episodio che lasciò il segno, come sempre con Toscani. Un artista geniale e generoso che concepiva il mestiere come una battaglia civile senza riparo e senza sconti. Impossibile non rimpiangerlo.

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Lavoro e democrazia. Per una legge sulla rappresentanza.

Il 25 novembre si è tenuta a Roma la prima iniziativa di Compagno è il Mondo. Sono intervenuti tra gli altri: Pier Luigi Bersani, Maria Cecilia Guerra, Elly Schlein, Arturo Scotto, Michael Braun, Cristian Ferrari, Michele Raitano, Alessandra Raffi.
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