Rotta per Gaza: i droni sulla testa e le piazze italiane nel cuore /6

Arturo Scotto
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Mario Rossi - La Repubblica

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di Arturo Scotto

I droni ci hanno fatto compagnia tutta la notte, dopo 250 miglia di cammino. Chi sono? Chi li manda? Chiaramente non c’è la firma ma qualche sospetto appare legittimo.

L’avvertimento è chiaro: rallentate la vostra corsa verso Gaza. Ce lo aspettavamo, ma un po’ più in là, almeno a metà del viaggio, quando ci saremo lasciati alle spalle Creta. Nessuna grande preoccupazione, abbiamo intensificato i turni notturni a bordo giusto per ragioni di maggiore tranquillità tra di noi nell’equipaggio.

Le quaranta barche si sono disposte in orizzontale quasi per farsi coraggio a vicenda lungo la navigazione ed evitare di trasmettere la sensazione di una frammentazione. Ma già all’alba non si vedeva più nulla, di giorno è raro che si incrocino droni. Anche se alle 14 ne ha fatto capolino un altro, proprio a pochi metri dalla nostra barca, la Karma.

Emergency, che è molto indietro, ci sorveglia e si mette a disposizione per qualsiasi problema: rifornimento di cibo o gasolio e anche ricovero di persone che non reggono la traversata. Sono la nostra scorta e i nostri occhi in mezzo al Mediterraneo. Per il resto, solo cargo commerciali.

Nel frattempo anche oggi – come in tutta la scorsa settimana e venerdì con la Cgil – la mobilitazione delle piazze è impressionante e commovente. Giovani dappertutto, che stanno riscoprendo l’impegno politico battendosi contro la guerra verso un popolo senza patria e senza potere. Non è un segnale di poco conto, soprattutto nel momento in cui va in scena tutto il cinismo di una destra che sembra cieca e sorda rispetto alla domanda di riconoscimento dello stato di Palestina.

Persino dopo che i principali paesi del Commonwealth – Canada, Australia e Gran Bretagna – scelgono questa strada, Meloni va in TV a parlare delle pastarelle della domenica e ad attaccare l’opposizione, raccontata sempre più come un fastidio. Lo slittamento trumpiano della destra italiana – a maggior ragione dopo il gravissimo omicidio dell’attivista di estrema destra Charlie Kirk – viene ulteriormente rafforzato e salda il vittimismo tradizionale con minacce autoritarie sempre meno lievi.

Nulla di nuovo, e anche questo spiega il disallineamento dell’Italia sulla tragedia di Gaza: l’unica funzione svolta dal nostro governo è quella di indebolire qualsiasi forma di pressione nei confronti di Bibi Netanyahu e la sua svolta genocida.

Quelle piazze, in ogni caso, parlano anche a Giorgia Meloni: le chiedono un recupero di sovranità rispetto agli Usa che impediscono qualsiasi mossa che ponga fine al massacro. Sovranità: una parola derubata.

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Il 25 novembre si è tenuta a Roma la prima iniziativa di Compagno è il Mondo. Sono intervenuti tra gli altri: Pier Luigi Bersani, Maria Cecilia Guerra, Elly Schlein, Arturo Scotto, Michael Braun, Cristian Ferrari, Michele Raitano, Alessandra Raffi.
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