di Arturo Scotto
Partiamo il giorno di San Gennaro, il sangue si è sciolto e la Cgil ha mobilitato decine di migliaia di lavoratori che hanno scioperato contro la guerra. Mi sembrano segni positivi che possono smentire il vecchio adagio che afferma che di Venere e di Marte non si parte.
Partiamo, invece. Dopo mille rinvii, dovuti a fattori innanzitutto tecnici che hanno inceppato la preparazione della Flotilla. Questo ci ha consentito di scoprire quanto calore a terra, durante la fase di gestazione del progetto, ci ha nutrito e quanto ancora ci sta accompagnando.
Siamo una barca con un equipaggio solidale e coeso, ma anche molto eterogeneo sul piano generazionale e persino religioso. Oltre ad Annalisa e me ci sono Yassin che è un imam nato in Marocco e cresciuto a Torino, oggi residente a Bologna. È il capo dell’Ucooi, amico personale di don Matteo Zuppi e da sempre promotore del dialogo interreligioso. Prega cinque volte al giorno e tutte le sere ci consegna il rito del tè alla menta. L’auspicio è che la menta non finisca prima di arrivare a Gaza.
Poi c’è Mirta, la coskipper che invece ha una fede cattolica e ci ha chiesto di trovarle un rosario per questi giorni di traversata. Siccome in questi quattro giorni di pausa, in attesa di metterci in mare con l’insieme delle quaranta imbarcazioni – comprese quelle provenienti da Barcellona via Tunisi – abbiamo fatto la spola con Porto Palo, ce lo siamo fatti regalare da un’anziana signora, madre di Sami, il proprietario di una struttura di assistenza alle barche che ci ha assistito dalla banchina. Ne ha donati addirittura quattro, anche per chi, come me, non lo usa.
Porto Palo è stata anche una pausa utile a scoprire nuovi amici e riscoprirne vecchi. Giuseppe, un dipendente comunale di Catania originario di Pachino, che ci ha scarrozzato in auto per fare un po’ di spesa e rimpinguare la cambusa. Chiara, una cantante jazzista originaria di Modica, che è venuta a cercarci al molo per solidarizzare con la Flotilla e ci ha regalato medicinali contro il mal di mare e una cassetta con melanzane, pomodori e ricotta salata. Fabio, coordinatore dei Cinque Stelle nel siracusano, che ci ha donato cinque litri di benzina per il nostro tender che porta assistenza a tutte le barche. E poi Antonio Boschetti, il mio primo segretario di sezione a Torre del Greco ai tempi della Quercia, con cui ho cenato dopo che non lo vedevo da tanti anni, da quando si è trasferito a Pozzallo per fare il dirigente scolastico e raggiungere la figlia e i nipotini.
Incontri graditi, riscoperta di vecchie amicizie. Anche questo ti regala l’esperienza della Flotilla.
Ora siamo in mare, già in acque internazionali: tra tre giorni saremo vicino alle coste della Grecia. E come tutti i giorni sono tanti i collegamenti con l’Italia: con il quartiere Testaccio di Roma dove mamme e bambini hanno disegnato un mare pieno di barche verso Gaza, con la piazza della CGIL a Teramo e infine con le Feste dell’Unità di Bologna e Siracusa insieme ad Annalisa Corrado. 
Il cardinale Battaglia oggi a Napoli ha detto che esporrebbe il sangue dei bambini di Gaza accanto all’ampolla di San Gennaro. Un’immagine potente che racconta lo scandalo di questi due anni e smaschera il silenzio dei potenti del mondo.


