di Arturo Scotto
In nottata sono arrivate le barche dalla Tunisia per unirsi a noi alla punta estrema estrema della Sicilia. Siamo a Porto Palo, in rada per gli ultimi rifornimenti e qualche piccole riparazione.
La legge del mare comanda e la sicurezza non è un optional. In questi giorni ho capito che in navigazione anche l’attesa è movimento, perché si lavora molto sulle decisioni delle rotte da intraprendere, non si escludono possibili scali tecnici dovuti al maltempo, si aiutano le barche che hanno qualche problema.
Parliamo di piccole imbarcazioni riparate e ricondizionate in fretta e furia nel mese di agosto e dunque che hanno bisogno di una manutenzione continua.
Per queste ragioni bisogna partire insieme, anche a costo di dover aspettare un giorno in più le barche più lente.
La Flotilla è composta ormai da quaranta barche, e altre cinque aspettano a Milos per incrociarci tra quattro-cinque giorni.
Saremo tanti, diversi, plurali. In questi giorni ho trovato abbastanza incredibili le polemiche sulla Flotilla, che sicuramente ha un grado di improvvisazione significativo. È un progetto talmente inedito ed eterogeneo che ovviamente gli errori possono essere all’ordine del giorno.
Ma si sostituisce a chi doveva fare e non ha fatto, e oggi si arrabatta minacciando sanzioni “a salve” come ha titolato oggi un quotidiano nazionale.
Domani partiamo. Grecale permettendo.


