Rotta per Gaza: la città brucia, dai governi europei solo silenzi /2

Arturo Scotto
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Mario Rossi - La Repubblica

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di Arturo Scotto

La flotta da Tunisi si è mossa, dopo dieci giorni di blocco in porto. Hanno dovuto rimettere a posto le due barche colpite da droni non ancora identificati. L’avvertimento mafioso – ovviamente non rivendicato da nessuno – ha rallentato la corsa delle barche in maniera sensibile. La partenza era prevista il 4 settembre e l’arrivo sulle coste di Gaza il 14: tutto è slittato di almeno dieci giorni.

Ma tutto sommato ci sta, nonostante un’attesa snervante trascorsa a costruire tutti gli scenari lungo la rotta verso la Striscia. È una missione inedita, e bisogna andare al passo di chi è più lento perché non avrebbe alcun senso provare ad arrivare sfilacciati all’appuntamento con il blocco navale israeliano.

Nel frattempo, mentre noi siamo in rada nei pressi della punta estrema della Sicilia a Porto Palo, da Gaza e dalla Cisgiordania arrivano notizie sempre più drammatiche. L’occupazione totale della Striscia diventa sempre più reale con l’assalto via terra dei tank a Gaza City, e Netanyahu sancisce ancora una volta un patto di ferro con l’amministrazione americana tramite i buoni uffici del segretario di stato Rubio. Lo stato di Palestina non si farà mai – questo dichiara apertis verbis il premier israeliano – e dunque annettere la Cisgiordania è ormai sfacciatamente all’ordine del giorno, per quanto il lasciapassare statunitense non sia ancora arrivato e a Doha cresca la rabbia dopo il bombardamento fuori da ogni regola del diritto internazionale.

Questa accelerazione avviene alla vigilia della seduta storica delle Nazioni Unite dove Francia e Gran Bretagna dovrebbero dichiarare il riconoscimento dello Stato di Palestina. Accadrà il 22 settembre quando la Flotilla dovrebbe essere a pochi giorni dalle acque di Gaza.

Ma dai governi si muove poco: gli europei continuano, ad eccezione di Pedro Sanchez, a tenersi a debita distanza, non rispondono nemmeno alle richieste di conoscere cosa è accaduto effettivamente con i droni a Tunisi.

Oggi la direzione operativa della Global Sumud Flotilla segnala in un dossier che sono una ventina i droni che hanno sorvolato i porti di Augusta, Siracusa e Catania tra la fine di agosto e l’11 settembre per osservare i lavori sulle imbarcazioni.

Magari sono semplicemente ricognizioni tecniche di routine, statunitensi e italiane, eppure non sono chiari gli obiettivi di queste operazioni. E soprattutto non è chiaro da dove partono gli ordini. Trasparenza vorrebbe che il ministero della Difesa spiegasse qualcosa. Ma non siamo certi che accadrà.

La prima puntata del diario di viaggio di Arturo Scotto è qui.

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Il 25 novembre si è tenuta a Roma la prima iniziativa di Compagno è il Mondo. Sono intervenuti tra gli altri: Pier Luigi Bersani, Maria Cecilia Guerra, Elly Schlein, Arturo Scotto, Michael Braun, Cristian Ferrari, Michele Raitano, Alessandra Raffi.
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